La settimana bianca è una denominazione comune nata negli anni ottanta quando la vacanza invernale diventò di “pubblico dominio” in gran parte delle regioni italiane.
I tour operatori si inventarono cataloghi dedicati ai vacanzieri sciatori con elenchi selezionati di hotels in montagna.
La veloce crescita della rete impiantistica consegue alla forte crescita di praticanti dello sci, avviando la denominazione di “settimana bianca” o “settimane bianche”.
Anche le scuole vengono sensibilizzate alla vacanza invernale e nasce in molti regioni italiane, esclusa l’Alto Adige (!), programmando una pausa di 7 giorni durante il periodo di carnevale.
La settimana bianca, inizialmente un prodotto destinato al gennaio, periodo di bassa occupazione, diventata una denominazione per descrivere una permanenza di 7 giorni in montagna nel periodo invernale. E’ anche stata adottata la denominazione “settimana verde” per il periodo estivo, per descrivere un soggiorno all’insegna del clima fresco montano.
La culla della settimana bianca è da sempre la zona delle Dolomiti, rappresentata da valli come la Val Gardena, La Val Badia e l’Alta Punteria. In questa zona, i titolari di impianti di risalita si sono uniti in un associazione denominata Dolomiti Superski con lo scopo di unificare il mezzo di pagamento (Skipass) e poi parallelamente per promuovere in comune il loro prodotto. Nel Frattempo si sono uniti più di 450 impiantisti coprendo l’intera zona Dolomitica presente nelle regioni Alto Adige, Trentino e Veneto.
Il Dolomiti Superasi è ormai famoso per la skiarea più vasta al mondo.
Questa unione ha realizzato la possibilità di offrire giri turistici sugli sci della lunghezza di 70 km e oltre, vedi il Sella Ronda, Gardena Ronda, Il giro della Grande Guerra, e molti altro.